Questa sezione è dedicata alla Convenzione CITES ed alla sua applicazione in Italia, alla gestione degli animali selvatici pericolosi ed all'ospitalità per gli animali esotici sequestrati (ad esempio a seguito di detenzione o commercio illegali) o ritrovati sul territorio.

- CITES
- Animali esotici e strutture di ricezione
- Animali pericolosi (DM 19/4/1996 e ss.mm.ii.) e strutture autorizzate alla loro detenzione

 


CITES

La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES, Convention on International Trade of Endangered Species of Fauna and Flora in Commerce), è nata dall'esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati), in quanto lo sfruttamento commerciale è, assieme alla distruzione degli ambienti naturali nei quali vivono, una delle principali cause dell'estinzione e riduzione in natura di numerose specie.
La CITES è entrata in vigore in Italia nel 1980 ed è attualmente applicata da 175 Stati. In Italia la sua attuazione è affidata a diversi Ministeri: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Quest'ultimo svolge un ruolo fondamentale attraverso il servizio CITES del Corpo forestale dello Stato.

Il Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato ha un ufficio centrale, presso l'Ispettorato Generale di Roma, che assiste e coordina le attività degli uffici periferici, emana direttive sulla base delle indicazioni della Autorità di Gestione CITES - Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, mantiene rapporti con Enti e Organismi internazionali e provvede alla gestione e custodia delle parti e dei prodotti derivati da specie tutelate, sequestrati e confiscati dalla Forestale. Gli uffici periferici del Servizio CITES sono suddivisi in 28 Servizi CITES Territoriali (SCT), distribuiti su tutto il territorio nazionale, con la funzione di rilascio certificati e controllo territoriale per accertare eventuali infrazioni o violazioni delle norme CITES nonché attività di indagine e 23 Nuclei Operativi CITES (NOC) che operano presso le Dogane, con la funzione di verifica merceologica, controllo documentale e movimentazione commerciale e accertamento di illeciti.

Esistono tre diversi gradi di tutela :
I) specie gravemente minacciate di estinzione, iscritte all'Appendice I della Convenzione, per le quali è rigorosamente vietato il commercio; comprende numerose specie di animali e piante, da alcuni pappagalli ai felini maculati, dall'elefante africano alle scimmie antropomorfe, dalle tartarughe marine a numerosi rapaci, lemuri, mammiferi marini e molti altri. Fra le specie animali nostrane incluse nell'Appendice I della CITES si ricordano il Camoscio d'Abruzzo (Rupicapra pyrenaica ornata), la Lontra comune (Lutra lutra), la Foca monaca (Monachus spp.), e numerosi rapaci sia notturni che diurni.
II) specie iscritte all'Appendice II, il cui commercio è regolamentato per evitare eccessivi sfruttamenti incompatibili con la loro sopravvivenza;
III) specie protette da singoli Stati, iscritte all'Appendice III, per regolamentare le esportazioni dai loro territori.

Le violazioni alle disposizioni della Convenzione e del Regolamento (CE) n. 338 del 1997 sono punite con le sanzioni previste dalla legge 150/92 che, oltre a prevedere specifiche sanzioni per i reati di violazione della normativa CITES, indica precise misure per regolamentare la detenzione ed il commercio delle specie. E' vietato importare, esportare o riesportare, vendere, esporre e detenere esemplari vivi, morti nonché loro parti e prodotti derivati dalle specie iscritte all'Appendice I e delle specie iscritte alla Appendice II e Appendice III che siano sprovviste di regolari permessi. La legge 150/92 configura l'inosservanza dei sopraelencati divieti come reati e li penalizza con l'arresto o l'ammenda e, sempre, con la confisca degli esemplari o dei prodotti. L'art.8 affida al Corpo forestale dello Stato la sorveglianza sull'applicazione della normativa che viene effettuata dai Nuclei Operativi istituiti presso le dogane abilitate ed i Servizi CITES Territoriali.
In Italia le autorizzazioni sono rilasciate dal Corpo forestale dello Stato e dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Spesso il turista in partenza per una vacanza in Paesi lontani non conosce l'esistenza di un accordo internazionale che tutela le specie animali e vegetali e non sospetta che certi souvenir, acquistati in un momento felice e quasi mai con intenti speculativi, possano essere causa di pesanti sanzioni (multe salatissime, confisca e, nei casi più gravi, l'arresto). Nei mercatini di molti Paesi esotici si possono acquistare, per pochi euro, animali vivi (scimmiette, pappagalli, rettili): è necessario accertarsi, prima dell'acquisto, se gli esemplari o gli oggetti appartengono ad una specie protetta dalla Convenzione. Nella maggior parte dei casi si può richiedere l'assistenza delle Autorità locali: Ministeri dell'Ambiente, dell'Agricoltura e Foreste e del Commercio Estero. Nei casi dubbi e qualora non sia possibile ottenere l'autorizzazione prevista, si consiglia di desistere dall'acquisto.

Per sapere se un determinato animale o vegetale è incluso nella Convenzione bisogna cercarlo con il nome scientifico all'interno dell'ultimo aggiornamento al Regolamento CE in materia (attualmente è il Reg. (CE) 709/2010). Un funzionale ed aggiornato database di tali specie è consultabile online al sito ufficiale www.cites.org alla voce "Resources-species database" indicando il nome scientifico, oppure potete cercare anche con il nome comune della specie nel sito http://www.simontagna.it/.

L'Unione Europea con il Regolamento (CE) n. 338 del 1997 ed i Regolamenti della Commissione n. 865 del 2006 e n. 100 del 2008 ha voluto applicare più rigorosamente e uniformemente in tutti i 27 Paesi membri i dettami della CITES per la conservazione di un maggior numero di specie rispetto a quelle elencate nelle tre Appendici. Sono infatti oltre 36.000 le specie inserite negli Allegati A, B, C e D del regolamento comunitario.


Regolamento (CE) n. 338/97
Regolamento (CE) 865/2006 della Commissione
Regolamento (CE) 100/2008 della Commissione
Regolamento (CE) 359/2009 della Commissione
Regolamento 709/2010 che modifica il regolamento 338/97
Legge 150/92
Decreto Legislativo 275/2001 che modifica la Legge 150/92

 

Link utili:

Manuale operativo CITES 2008

Elenco degli uffici CITES del CFS

www.cites.org - Sito di riferimento della CITES internazionale con un motore di ricerca di specie di fauna e flora

www.eu-wildlifetrade.org - Il sito, sviluppato dal TRAFFIC Europe con il supporto delle Autorità di Gestione CITES, è rivolto ad elevare la consapevolezza di coloro che sono coinvolti nel commercio di animali e piante selvatiche: importatori, grossisti e dettaglianti a consumatori e viaggiatori

www.iucn.org - International Union for Conservation of Nature

www.unep-wcmc.org - World Conservation Monitoring Centre

 

 

ANIMALI ESOTICI

La necessità di istituire dei Centri per animali esotici discende dalla Legge 150/92, che stabilisce che nel caso di violazione di divieti di commercializzazione e detenzione di specie incluse negli Allegati CITES, gli esemplari in vita vengano confiscati e possano essere affidati a strutture, pubbliche o private, che ne garantiscano la sopravvivenza ed il mantenimento in cattività a scopi didattici.
In Italia esistono attualmente solo 3 centri convenzionati con il Ministero dell'Ambiente per la cura e ladetenzione della fauna esotica, che sono esposti nella tabella sottostante. Gli animali esotici sono da considerarsi "irrecuperabili" in quanto non possono essere più liberati; quando è possibile reintrodurli nei loro paesi di origine spesso ciò viene fatto all'interno di aree controllate. Si tratta quindi di sostenere degli oneri non indifferenti, in termini di spazi, personale e finanziamenti, per occuparsi di tanti soggetti ingiustamente sottratti al loro ambiente di origine.
Purtroppo nel nostro Paese, come si evince dalle notizie di cronaca (ad esempio http://www.adnkronos.com/), sono in costante aumento gli abbandoni di animali esotici ed il sequestro di soggetti detenuti o commercializzati illegalmente. Non è sempre facile per le nostre forze dell'ordine collocare nel migliore dei modi gli animali esotici, e spesso sono i CRAS, i centri adibiti alla cura della fauna selvatica autoctona, a farsi carico dell'assistenza ad iguane, tartarughine guance rosse, pitoni o altri ospiti certo non "autoctoni", ad esempio ospitandoli in custodia giudiziaria.
Si ritiene che lo sviluppo dei centri per la fauna esotica potrebbe sollevare i CRAS dall’onere di ricoverare esemplari appartenenti alla fauna alloctona ritrovati in natura o sequestrati. Una netta suddivisione dei compiti consentirebbe di stabilire finanziamenti specifici da destinare alle due tipologie di centri, di mettere a disposizione degli animali strutture adeguate e personale specializzato, nonché di contenere i possibili rischi sanitari derivanti dal contatto tra fauna alloctona ed autoctona.

 

Centri per la fauna esotica convenzionati con il Ministero dell'Ambiente
WWF CRASE Semproniano (GR) - WWF Italia Marco Aloisi 333/4102143
Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica Via Brento 9, 40037 Sasso Marconi (BO) - Associazione ONLUS, Presidente Mirca Negrini 051/847600
Zooproject / Rettilario di Perugia Loc. Monte pulito, 06100 Perugia - s.r.l. Spagnolia, Carlo Guidi 075/5054941

 

 

 

ANIMALI PERICOLOSI

L’emanazione del Decreto Interministeriale 19 aprile 1996 (“Elenco delle specie nimali che possono costituire pericolo per la salute e la incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione”) è prevista dalla Legge 150/92, all’articolo 2, comma 6. Il decreto ha lo scopo di regolamentare la detenzione di animali potenzialmente pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica.
Per animali potenzialmente pericolosi si intendono mammiferi e rettili vivi, che in particolari condizioni ambientali e/o comportamentali possono provocare direttamente la morte di una persona, o causarle dei traumi invalidanti. La definizione comprende inoltre i mammiferi ed i rettili vivi che possono trasmettere zoonosi se non vengono controllati dal punto di vista sanitario o se non vengono sottoposti ad adeguati trattamenti profilattici. La detenzione delle specie considerate pericolose è vietata, sia che si tratti di individui selvatici che di esemplari nati o riprodotti in cattività; di conseguenza, ne sono vietati anche l’importazione, la vendita e l’acquisto.

Alla luce della caratterizzazione delle specie pericolose, si suggerisce che il decreto avrebbe potuto interessare anche animali appartenenti alla Classe degli Uccelli. Essi infatti possono rientrare in entrambe le definizioni di pericolosità, ad esempio per i gravi traumi che possono causare con becchi lunghi (Ardeidi) o particolarmente robusti (Psittacidi), o per la trasmissione di zoonosi come la psittacosi.

Dal divieto di detenzione delle specie pericolose sono escluse alcune strutture come giardini zoologici, mostre faunistiche permanenti o itineranti, acquari e delfinari, parchi nazionali e circhi, ma non i centri di recupero a priori.
I divieti sono entrati in vigore a partire dal 3 ottobre 1996. Chi prima di quella data deteneva animali inclusi nell’Allegato A, compresi i centri di recupero, ha dovuto farne denuncia alla Prefettura entro il 1 gennaio 1997. La Prefettura e le autorità sanitarie avevano il compito di accertare che la detenzione risultasse idonea, in ordine alla sopravvivenza ed al benessere degli animali nonché alla salute ed alla incolumità pubblica. Se l’accertamento risultava positivo, la detenzione poteva proseguire con modalità invariate ed il detentore riceveva l’autorizzazione a possedere gli animali denunciati, restando fermo il divieto all’acquisto ed alla vendita di ulteriori esemplari. Se invece l’accertamento aveva esito negativo, i detentori dovevano provvedere ad adeguare le strutture, oppure cedere gli animali ad altri soggetti in possesso dei requisiti strutturali richiesti.
Fra le specie animali, incluse nell’Allegato A, che un centro può trovarsi ad ospitare, vi sono ad esempio: lupo (Canis lupus), volpe (Vulpes vulpes), procione (Procyon lotor), tasso (Meles meles), cinghiale (Sus scrofa), molti ungulati, istrice (Hystrix cristata) e tartaruga azzannatrice (Chelidra serpentina). I centri che ricoverino specie di cui all’Allegato A del Decreto Interministeriale 19.04.1996, devono essere in possesso di una specifica autorizzazione che testimoni il possesso dei necessari requisiti, e sono tenuti a denunciare ogni ulteriore acquisizione alla Provincia competente.

La tabella sottostante riporta l'elenco delle strutture autorizzate dal Ministero dell'Ambiente alla detenzione degli animali pericolosi.

E' da menzionare anche la Legge 213/2003 relativa al divieto di detenzione e commercio di aracnidi pericolosi per la salute dell'uomo. Tale norma purtroppo non contiene un elenco di quale siano le specie precise da considerare pericolose e, in assenza di un regolamento attuativo o di una lista allegata, la norma si presta a diventare oggetto di ardue interpretazioni da parte degli organi preposti ai controlli. Una discussione dull'argomento, ed una proposta per una lista di specie pericolose, è consultabile sul Forum di Aracnofilia: http://forum.aracnofilia.org/index.php?showtopic=11317.

 

Decreto ministeriale 19.4.1996
Legge 213/2003

 

Link utili:

Sentenze penali e civili sulla detenzione di animali pericolosi (dal sito tutelafauna.it)


Elenco dei centri abilitati dalla Commissione scientifica CITES alla detenzione di animali pericolosi per la salute e l'incolumità pubblica, l'elenco è consultabile anche al sito del SIM, Sistema informativo della Montagna

CENTRI ABILITATI DALLA CSC CITES - Legge 150/92 art. 6 comma 6 e ss. mm.

Val d'Aosta
   
Piemonte
Parco Zoo "Bernezzo" Via Alpi 9, 12010 Bernezzo (CN) - proprietario Luciano Remigio 0171/82305
Parco ornitologico Martinat Via S. Antonio 5, 10064 Pinerolo (TO) - CRES di Sergio Martinat, csnc Settore Parco Ornitologico 0121/303199
Parco faunistico "La Torbiera" Via Roma 46, 28010 Agrate Conturbia (NO) - sas proprietario Francesco Rocca 0322/832136
Oasi degli Animali Via Nobiei 45, 10020 San Sebastiano Po (TO) - Az. agricola di Dario Garabello 011/9191900
Parco della Villa Pallavicino Sede del Parco: Stresa (VB); sede legale: Via Mauro Macchi 28, 20100 Milano - srl PIGIESSE 0323/31533
Parco naturale "Valle del Ticino" piemontese Villa Picchetta, 28062 Cameri (NO) - Ente Gestione Parco Naturale Valle del Ticino 0321/517706
Safari Park 28050 Pombia (NO) - srl Safor 0321/956431
Trentino Alto Adige
Bin Piazza Garibaldi 1, 38066 Riva del Garda (TN) - sas Bin 0464/556977
Lombardia
Parco faunistico "Le Cornelle" Via Cornelle 16, 24030 Valbrembo (BG) - srl proprietario Angelo F. Benedetti 035/527422; 035/527640
Parco naturale "Valle del Ticino" lombardo Via Isonzo 1, 20013 Pontevecchio di Magenta (MI) - Consorzio Parco Naturale Valle del Ticino lombardo 02/97210
Oasi di Sant'Alessio Via Cadorna 2, 27016 Sant'Alessio (PV) - Società Pavese di Ornitologia 0382/94139
Veneto
Parco Natura Viva, "Garda zoological park" Az. Agricola A. Avesani, Loc. Figara 40, 37012 Bussolengo (VR) 045/7170113
Parco Valcorba Loc. Stroppare, 35020 Pozzonovo (PD) - proprietario Degli Agostini Nicoletta 049/605820
Friuli Venezia Giulia
Parco zoo "Punta Verde" Via Casabianca, 33054 Lignano Sbbiadoro (UD) - srl proprietario Tiliment Company 0431/427091
Liguria
Acquario di Genova Loc. Ponte Spinola, 16128 Genova - spa Costa Aquarium 010/2488011
Emilia Romagna
Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica Via Brento 9, 40037 Sasso Marconi (BO) - Associazione ONLUS, Presidente Mirca Negrini 051/847600
WWF Oasi "I Ghirardi" 43043 Borgo Val di Taro (PR) - Oasi provinciale gestita dal WWF 348/7302379
Centro faunistico "Il Pettirosso" Via Nonantolana 1217, 41100 Modena; sede legale: via Forghieri 225/1, 41100 Modena - direttore Pier Francesco Milani 339/8183676; 339/3535192
Narvalo Via Miramare 63, 47838 Riccione (RN) - srl Narvalo 0541/691557
Toscana
Giardino zoologico "Città di Pistoia" Via Pieve a Celle 160/a, 51030 Pistoia - srl amm. unico Galardini Raffaello 0573/911219
Parco della fauna europea di Poppi Viale Roma 14/16, 52015 Pratovecchio (AR) 0575/504541; 0575/504542
Parco Faunistico del Monte Amiata Loc. Podere dei Nobili, 58031 Arcidosso (GR) - Direttore Niso Cini, Comunità Montana Monte Amiata 0564/966867
WWF CRASE sede del centro: Semproniano (GR); sede legale Via Po 25/C, 00198 Roma - WWF Italia Marco Aloisi 333/4102143; WWF Italia 06/844971
Umbria
Parco del Sole Loc. Pianelli, 06050 Collazzone (PG) 075/8707308
Zooproject / Rettilario di Perugia / Giardino zoologico "Città della domenica" Loc. Monte pulito, 06100 Perugia - s.r.l. Spagnolia, Carlo Guidi 075/5054941
Marche
Parco Nazionale dei Monti Sibillini L.go G. B. Gaola Antinori 1, 62039 Visso (MC) - Roberta Emili 0737/972700
Parco Zoo di Falconara Via Castello di Bracaglione 10, 60015 Falconara M.ma (AN) - snc Palanca Orietta e Iole

071/911312

Lazio
Parco Zoo "Ferriera" Via Ferriera 743, 03042 Atina (FR) - proprietario Armando Mancini 0776/610413
Bioparco Viale del Giardino Zoologico 20, 00197 Roma - spa Maurizio Castellani
06/3608211
"Il Nostro Regno degli Animali" Via della Tenuta di San Cesareo 62, 00178 Roma 06/5037124
WWF Oasi "Palo Laziale" Via Po 25/C, 00198 Roma - WWF Italia 06/844971
Parco faunistico "Poggio dell'Abatino" Via Capo Farfa 50, 02030 Poggio San Lorenzo (RI) - proprietario De Marco Antonio 0765/884472
Parco Regionale dei Monti Simbruini Viale dei Prati, 00020 Jenne (Roma) - direttore Paolo Gramiccia 0774/827221
Abruzzo
Parco zoo "La Rupe" Contrada Fornace, 65010 Civitella Casanova (PE) - sas proprietario R. Locatelli 085/845192
Parco naturale del Sirente Velino Viale XXIV maggio, 67048 Rocca di Mezzo (AQ) - direttore Oremo di Nino 0862/9166
Riserva naturale regionale "Lago di Penne" Contrada Collalto 1, 65017 Penne (PE) - Coop. Cogecstre 085/8210615
Parco Nazionale Majella, Area faunistica del Camoscio appenninico di Pacentro Via Occidentale 6, 66016 Guardiagrele (CH) - Direttore Nicola Cimini 0864/40851
Parco Nazionale Majella, Area faunistica del Camoscio appenninico di Lama dei Pellegrini Via Occidentale 6, 66016 Guardiagrele (CH) - Direttore Nicola Cimini 0871/800714
Parco Nazionale Majella, Area faunistica del Lupo appenninico Via Occidentale 6, 66016 Guardiagrele (CH) - Direttore Nicola Cimini 0871/800713
Parco Nazionale d'Abruzzo Via Tito Livio 12, 00136 Roma - Ente Parco
06/35403331
Riserva Naturale "Monte Corvo" Viale Riviera 299, 65100 Pescara - Ufficio Amm.ne Gestione ex-ASFD 085/72303
Riserva Naturale "Valle dell'Orfento" Viale Riviera 299, 65100 Pescara - Ufficio Amm.ne Gestione ex-ASFD
085/72303
Molise
   
Campania
Zoo di Napoli Via Kennedy 76, 80125 Napoli - Società OSAI srl 081/2394090
Basilicata
     
Puglia
Zoo Safari "Fasano" 72015 Fasano (BR) - spa Leo 3000 080/4414455
Giardino zoologico di Oria Santuario S. Cosimo alla macchia, 72024 Oria (BR) 0831/896942
Calabria
     
Sicilia
Parco Zoo di Sicilia Superstrada Catania Paternò, 95032 Belpasso (CT) - srl Sogesvi 095/7913333
Sardegna
     

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